Ciro Lomonte, architetto libero professionista, è sempre vissuto a Palermo, fatta eccezione per una parentesi a Milano, dove ha frequentato il III e IV anno del corso di laurea in Architettura presso il Politecnico.
Nel periodo degli studi accademici ha mantenuto una fitta rete di scambi fra studenti di facoltà diArchitettura europee, interessati alla ricerca nell’ambito della teoria dell’architettura. Questi rapporti hanno dato origine a conferenze e convegni internazionali, come quello svoltosi a Vienna nel 1986, durante il quale i partecipanti hanno potuto assistere ad una lezione di Rob Krier e visitare il suo studio.
Alla ricerca teorica di quegli anni si rifà “L’ornamento architettonico dopo il diluvio”, del 1998. Nel testo viene evidenziata l’insoddisfazione per l’aniconicità dell’arte e dell’architettura contemporanee e si identificano alcune linee di sviluppo di una modernità più ancorata alla tradizione.
Si è laureato con una tesi sul margine del centro storico di Palermo.La sua curiosità per una pianificazione urbanistica attenta alla scala architettonica è stata messa subito alla prova presso uno studio palermitano, impegnato nella redazione del Piano di Recupero del centro storico di Erice (TP). A questo Piano ha lavorato dal 1987 al 1990.
In seguitoha preferito dedicarsi ad una clientela di privati che gli consentisse la cura artigianale dei dettagli architettonici. Si è occupato della ristrutturazione di appartamenti per uso residenziale o per laboratori di professionisti.Ha anche realizzato un laboratorio per un argentiere. A partire dal 2000 ha consolidato il sodalizio professionale con l’arch. Guido Santoro.
Nel frattempo è stato impegnato in attività di formazione culturale e professionale dei giovani. È stato componente della direzione del Centro Culturale Monte Grifone dal 1988 al 1999 e lo è di nuovo dal 2003. È stato componente della direzione della Residenza Universitaria Segesta dal 1999 al 2006. Queste iniziative hanno assorbito la maggior parte del suo tempo.
Dal 1988 ha inizio la sua attività di ricerca e progettuale nel settore dell’architettura per il culto, in particolare, e dell’arte sacra in generale. È curatore dell’edizione italiana di una monografia sul tema:Steven J. Schloeder, L’Architettura del Corpo Mistico, Progettare chiese secondo il Concilio Vaticano II, L’Epos, Palermo 2005.
Sono numerosi gli adeguamenti liturgici che ha già realizzato, di cui il più completo è quello della parrocchia di Maria SS. delle Grazie a Isola delle Femmine (PA). Il progetto per il presbiterio della chiesa madre di Sancipirello è stato l’occasione per pubblicare un saggio, scritto a quattro mani con Guido Santoro: Liturgia, cosmo, architettura, casa editrice Cantagalli, Siena 2009.
Dal 1990 al 1999 ha diretto la Scuola di formazione Monte Grifone (oggi Arces). Dedicandosi come architetto alla progettazione di suppellettili per il culto, si è avvalso della presenza a Palermo dei migliori artigiani dell’argenteria sacra. L’amicizia instauratasi con questi maestri gli ha fornito gli spunti adeguati per dare vita nel 1996, all’interno della Scuola, a corsi per argentieri ed orefici: apprendisti, progettisti e restauratori.
Dal 2009 è docente del Master di II livello in “Architettura, Arti Sacre e Liturgia”presso l’Università Europea di Roma.
Nello stesso 2009 ha redatto e promosso l’Appello a Sua Santità Papa Benedetto XVI per il ritorno a un’Arte sacra autenticamente cattolica, una raccolta di firme intesa a canalizzare le riflessioni di tutti coloro che sono insoddisfatti della condizione attuale delle arti verso la stesura di un manifesto per la loro rinascita.
Fa parte del comitato di redazione de Il Covile.


